Boosta: “Con la movida Torino è risorta”.

Posted by Redazione on set 7th, 2009 and filed under Cultura e spettacolo. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry from your site

boosta_5Si chiude domani il tour estivo dei Subsonica ad Aosta in piazza Chanoux per la serata finale della Fête de la Vallée d’Aoste con un concerto gratuito preceduto alle 20,30 dall’esibizione di Antonella Ruggero.

A fare il bilancio della stagione calda e del rientro dalle ferie in città è Boosta, il tastierista del gruppo torinese che arriva in piazza Vittorio, a due passi dalla base-studio di Casa Sonica. Camicia a righine Paul Smith parla a ruota libera davanti a un piatto di polpette di verdure, partendo dalla sua improvvisa passione per i cieli.

Come ti è venuto in mente di prendere il brevetto da pilota?
«Tutto è nato dal fatto che avevo il terrore di volare e facendo il lavoro che faccio la cosa stava diventando così problematica che una volta mi sorbii in auto migliaia di chilometri in un solo week end. Alla fine ho deciso di affrontare la questione di petto e di iscrivermi a una scuola di volo, la Turin Fly di Caselle. La paura si è trasformata in passione, con un salto di qualità perché un conto è prendere la licenza di volo nell’aeroclub, un altro è avere la responsabilità di decollare dietro il 737 di AirOne che atterra da Roma. Adesso ho cento ore di volo alle spalle e appena posso vado a Caselle a noleggiare un Piper».

Rimettiamo i piedi per terra, quale bilancio fai di questo tour estivo che si chiude domani sera ad Aosta?
«Da quando è uscito l’ultimo disco siamo stati in tour sostanzialmente per due anni e queste date estive, tutte esaurite, sono state entusiasmanti. Abbiamo continuato a farle perché comunque ci divertiamo a suonare, però adesso la priorità naturalmente è quella di fare un disco nuovo. Un po’ di idee abbiamo iniziato a raccoglierle anche se adesso è l’ora in cui ognuno ha avuto il suo periodo di rompete le righe, dopodiché poco alla volta si ritornerà tutti all’ovile e si penserà a cosa fare in futuro».

L’età del vostro pubblico si è alzata o è sempre uguale?
«Mi sembra di percepire che i nostri fan che ci seguono dall’inizio ce li siamo portati dietro e quindi siamo cresciuti tutti insieme. In seguito siamo diventati generazionali e trans-generazionali, nel senso che ci sono un sacco di ragazzi di 14 e 15 anni che comprano adesso i nostri primi dischi».

Si torna dalle ferie, come vedi la città e in particolare i problemi che ci sono stati ai Murazzi?
«La prima riflessione da fare è che questa città è risorta dalle proprie ceneri proprio grazie alla movida. Se non ci fosse stato un movimento culturale in grado di emanciparla dalla fabbrica probabilmente saremmo una delle città più depresse del Paese. E’ logico che la democrazia implica che una civile convivenza sia garantita ovunque, senza discriminare tra persone o zone di serie A o di serie B, ma bisogna anche che non si crei una specie di strabismo a livello amministrativo, quello per esempio che da una parte concede licenze a tutto spiano e dall’altra promuove misure restrittive che soffocano i locali. Quello che un po’ mi intristisce è che andando avanti così siamo prossimi a un regresso della città. Alla luce anche della polemica che c’è stata di recente tra i commercianti e i gestori dei locali di piazza Vittorio, credo che sia fondamentale creare un tavolo di confronto per garantire quello che considero uno dei motori di questa città, agevolato dall’azione della politica, e cioè la movida».

La nostra scena locale è ancora così avanti rispetto al resto del Paese?
«Mi sembra che in generale ci sia un momento di riflusso, perché tutta la cultura, non solo quella musicale o legata al mondo dei club, sta affrontando uno dei suoi momenti più bassi, sia a livello di espressione sia a livello politico con l’ondata demagogica della lotta alla movida. Questo è molto svilente: sarebbe bello smettere di considerare la notte come un ghetto invece che l’altra parte del giorno, altrettanto utile da sfruttare».

Ci sono progetti nuovi anche con il tuo editore Michele Dalai?
«Libri! Dalai si sta trasferendo a Torino. Insieme stiamo portando avanti un progetto parallelo con una conduzione editoriale nostra oltre a un terzo Mister X che verrà annunciato al momento opportuno. Adesso stiamo raccogliendo materiale per un libro sulla Costituzione con Scalfaro e Caselli, tuttavia non pubblicheremo solo saggi, ma anche altro».

I tuoi impegni futuri al di là dei Subsonica, quali saranno?
«In televisione “25a Ora” su La7 va avanti anche quest’anno. Abbiamo questo giardinetto piccolo ma curato, molto piacevole, con un pubblico molto attento che l’ora tarda contribuisce a scremare. Prossimamente usciranno tre o quattro tracce per i club, ma soprattutto nel 2010 esordirà un mio progetto con una intera orchestra legato alla musica di Eric Satie, mescolando partiture classiche ed elettronica oltre all’uso delle nuove tecnologie che renderà il concerto completamente interattivo: il pubblico suonerà con me e i 120 elementi dell’orchestra».

Tra l’altro, le vacanze?
«Quest’estate non le ho fatte in realtà: ho sempre lavorato e mi sono concesso solo due giorni al mio paese, a Barletta, con mia figlia». (La Stampa)

1 Response for “Boosta: “Con la movida Torino è risorta”.”

  1. HardBoiled scrive:

    So che Boosta parteciperà anche alla presentazione di Sky Hd a Torino dal 18 al 23, ho trovato pure un video :)

    http://www.youtube.com/watch?v=eKhlPMUBHgE

    L’evento in se dev’essere davvero interessante, sarà una “ricostruzione” della Torino televisiva degli anni ‘50-’80…

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