Iniziamo questa guida eventi con la segnalazione dell’imperdibile concerto di Mauro Pagani previsto lunedì sera alle 21:30 nel cortile del Borgo dei Cappuccini (ingresso gratuito).
“Uno scenario formidabile, il piazzale del Monte dei Cappuccini, per un festival fresco e cosmopolita, Voci Alte: è la proposta del Museo Nazionale della Montagna e dell’agenzia Musicalista, di ritorno per il terzo anno nell’estate torinese (…). Italia, Portogallo e Mali sono le tre destinazioni dei viaggi emotivi che trovano spazio nella kermesse”.
La scelta dei brani che concorreranno a comporre la scaletta del concerto, spiegano dall’organizzazione, “non potrà non tener conto naturalmente anche e soprattutto delle tappe più importanti della lunga carriera di Mauro: dalla PFM ai suoi dischi solisti, dalle colonne sonore alle grandi collaborazioni che hanno caratterizzato la sua carriera, De Andrè su tutte”.
Martedì sera alle 21:30, sempre ad ingresso gratuito, appuntamento da non perdere con Museo Sera al Cortile del Museo Regionale di Scienze Naturali (via Giolitti 36): sul palco “Il grande fresco”, lo spettacolo di Guido Catalano con Matteo Negrin.
Questa la presentazione dell’eclettico poeta torinese: “un affastello poetico di rara bellezza, poesie d’amore, poesie psicoattive, poesie elettriche, poesie a vapore, poesie per grandi e piccini e medi”. Con Guido Catalano addetto a “poesie, birra, humor ancestrale” e Matteo Negrin, “chitarre di rara bravura”. Ospite Matteo Castellano, “cantautorismo d’inizio secolo”.
Infine un film, sempre gratuito: mercoledì alle 21:30 nel cortile di Palazzo Lascaris è in programma “East is east”, commedia del 1999 di Damien O’Donnell.
“1971, Salford, nei sobborghi di Manchester. Il pakistano George Khan, proprietario di un negozio di fish&chips, è sposato con un’inglese e ha sei figli e una figlia che non sembrano inclini a voler seguire le sue tradizioni religiose, soprattutto per quel che riguarda i matrimoni combinati. Esilarante scontro generazionale tra un padre e i suoi ragazzi cresciuti lontani dalle abitudini di un Paese, il Pakistan, che non hanno mai visto e che non riescono a comprendere”. (Torino 2.0)




