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	<title>Torino</title>
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		<title>Torino. Savio sempre più granata.</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 11:20:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Savio Nsereko è sempre più vicino a finire in prestito al Torino grazie ai buoni uffici di Rino Foschi, vecchio amico di Pantaleo Corvino. Il dirigente granata sembra ben disposto a dare spazio al giovane esterno viola, che per ora con Prandelli non ha trovato impiego. Savio rappresenta infatti una grande scommessa e un forte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://torino.cronacacity.com/wp-content/uploads/2010/01/340x.jpg"><img src="http://torino.cronacacity.com/wp-content/uploads/2010/01/340x.jpg" alt="Britain Soccer" title="Britain Soccer" width="340" height="419" class="alignleft size-full wp-image-5151" /></a>Savio Nsereko è sempre più vicino a finire in prestito al Torino grazie ai buoni uffici di Rino Foschi, vecchio amico di Pantaleo Corvino. Il dirigente granata sembra ben disposto a dare spazio al giovane esterno viola, che per ora con Prandelli non ha trovato impiego. Savio rappresenta infatti una grande scommessa e un forte investimento voluto dal ds gigliato. </p>
<p>Allenamento prevalentemente tattico intanto domenica mattina per la Fiorentina all&#8217;interno dello stadio Artemio Franchi: la seduta si è conclusa con la solita partitella.</p>
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		<title>Lutto nel mondo dello sport valdostano: a 65 anni muore Gianni Bonichon.</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 10:30:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lutto nel mondo dello sport. All’età di 65 anni si è spento all’Ospedale regionale Umberto Parini di Aosta, dov’era ricoverato da qualche settimana, Gianni Bonichon.
L’uomo era stato medaglia d’argento alle Olimpiadi di Sapporo del 1972 nel Bob a 4, con l’equipaggio composto da Nevio de Zordo, Adriano Frassinelli e Corrado Dal Fabbro.
A esprimere cordoglio per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://torino.cronacacity.com/wp-content/uploads/2010/01/casa-fenis_20631.jpg"><img src="http://torino.cronacacity.com/wp-content/uploads/2010/01/casa-fenis_20631.jpg" alt="casa-fenis_20631" title="casa-fenis_20631" width="534" height="354" class="alignleft size-full wp-image-5156" /></a>Lutto nel mondo dello sport. All’età di 65 anni si è spento all’Ospedale regionale Umberto Parini di Aosta, dov’era ricoverato da qualche settimana, Gianni Bonichon.<br />
L’uomo era stato medaglia d’argento alle Olimpiadi di Sapporo del 1972 nel Bob a 4, con l’equipaggio composto da Nevio de Zordo, Adriano Frassinelli e Corrado Dal Fabbro.</p>
<p>A esprimere cordoglio per la scomparsa di Bonichon è il Presidente Asiva, Riccardo Borbey che in una nota scrive “Una grande perdita per il mondo dello sport e per gli sport invernali in maniera particolare. Lo ricordiamo ancora con commozione, il giorno della festa per i 60 anni del Comitato Asiva, nel novembre 2007, celebrazione che abbiamo organizzato proprio nella sua Fénis, e nella sua Fénis lo premiammo per le sue imprese sportive nella rassegna a cinque cerchi. A nome personale, e di tutto il Consiglio Direttivo del Comitato, le più sentite condoglianze alla famiglia.”</p>
<p>Bonichon fu protagonista anche di tre edizioni dei Campionati Mondiali; nel 1970 a Sankt Moritz, nel 1973 a Lake Placid e nel 1974 ancora a Sankt Moritz, con miglior risultato il quarto posto nel Bob a 4 nella rassegna iridata nordamericana. Nei campionati italiani, dal 1970 al 1976, Gianni Bonichon, residente a Fénis, ha conquistato sei medaglie: tre<br />
d’argento e altrettante di bronzo.</p>
<p>L’ultimo saluto a Bonichon è in programma per domani, martedì 5 gennaio, alle 14, nella Chiesa Parrocchiale di Fénis. Alle 13 di martedì, il corteo funebre partirà dalla camera mortuaria dell’Ospedale di Aosta per raggiungere l’abitazione di Bonichon, in frazione Cors di Fénis.</p>
<p>(Silvia Savoye &#8211; Aostasera)</p>
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		<title>Serve davvero discontinuità da Chiamparino?</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 10:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e spettacolo]]></category>
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		<description><![CDATA[Confesso che mi riconosco poco nella ricostruzione che viene fatta in questi giorni del ruolo assunto dalla pubblica amministrazione nel cambiamento che sta vivendo la nostra città e nella prefigurazione delle caratteristiche che dovrà avere il futuro sindaco. In particolare non mi pare che ci sia corrispondenza con il comune sentire. Il risultato elettorale ottenuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://torino.cronacacity.com/wp-content/uploads/2010/01/alfieri_g.jpg"><img src="http://torino.cronacacity.com/wp-content/uploads/2010/01/alfieri_g.jpg" alt="alfieri_g" title="alfieri_g" width="300" height="230" class="alignleft size-full wp-image-5147" /></a>Confesso che mi riconosco poco nella ricostruzione che viene fatta in questi giorni del ruolo assunto dalla pubblica amministrazione nel cambiamento che sta vivendo la nostra città e nella prefigurazione delle caratteristiche che dovrà avere il futuro sindaco. In particolare non mi pare che ci sia corrispondenza con il comune sentire. Il risultato elettorale ottenuto dal sindaco Chiamparino nelle elezioni comunali del 2006, l’indice di gradimento che riesce a conseguire ogni volta che si fa un sondaggio di opinione, l&#8217;incomprensione di molti del perché esista una legge che impedisce il terzo mandato (ci si chiede: «Non basterebbe la volontà dei cittadini a decidere?») francamente non mi paiono sintomi di un così grande desiderio di discontinuità.</p>
<p>Dal momento che il sindaco Chiamparino non è un personaggio demagogico che incanta le masse con giochi d&#8217;artificio verbali, ma, al contrario, è considerato un vero torinese che bada alla sostanza e non ai lustrini, evidentemente il gradimento di buona parte dei cittadini è dovuta soltanto a ciò che è potuto accadere in città in questi ultimi nove anni. Un cambiamento in continuità. Altro che desiderio di discontinuità a prescindere, con quanto avvenuto durante i due precedenti mandati di Castellani. Siccome nemmeno Valentino Castellani era un sindaco piacione (friulano tutto d’un pezzo, badava più che altro alla sostanza delle cose) tutto questo puntare sull’innovazione che il prossimo sindaco porterebbe con sé per definizione o per destino fatale mi fa un po’ sorridere. </p>
<p>Chiunque abbia avuto occasione di studiare i cambiamenti di Torino negli ultimi diciassette anni sottolinea la centralità non tanto del glamour dei due ultimi sindaci quanto dell’esistenza di un piano strategico (senza il quale &#8211; va fatto notare &#8211; non sarebbe venuta in mente a nessuno, ad esempio, una scelta determinante come la candidatura olimpica) e la capacità di fare squadra tra i diversi soggetti decisori del sistema-città. Bisognerebbe che questa consuetudine di progettare il futuro nel modo più condiviso possibile, che si è radicata nei periodi di massima incertezza e difficoltà, dimostrasse &#8211; in questo anno e mezzo &#8211; che ci separa dalla prossima competizione elettorale di saper funzionare con la stessa forza e con lo stesso dinamismo. </p>
<p>Chiamparino è entrato in azione un anno dopo la sottoscrizione, la più ampia possibile, del piano strategico voluto dal suo predecessore Castellani. Chiamparino ha certamente portato il suo originale contributo allo sviluppo di quel piano, ma ha anche avuto la grande fortuna di disporre di un contesto in cui far crescere la specificità del suo apporto. Credo sarebbe bene che altrettanto potesse fare il suo successore. Questo anche allo scopo di rassicurare quel settanta per cento dei cittadini che, pervicacemente, continua a esprimere apprezzamento all’operato dell’attuale sindaco. </p>
<p>(Fiorenzo Alfieri &#8211; assessore alla cultura di Torino su La Stampa.it)</p>
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		<title>&#8220;Avevo perso le gambe. Ora torno a ballare in discoteca&#8221;.</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 09:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il suo ventiquattresimo compleanno l’ha festeggiato ballando. Erano quattro anni che non lo faceva. Quattro anni di stampelle, interventi chirurgici, stanze d’ospedale, speranze e attese. Tina Villani, di quel 19 febbraio, ricorda tutto perfettamente. «Ho visto e sentito tutto. Non ho mai perso conoscenza, neanche quando ho visto cosa mi era successo». 
Erano le dieci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://torino.cronacacity.com/wp-content/uploads/2010/01/tina_g.jpg"><img src="http://torino.cronacacity.com/wp-content/uploads/2010/01/tina_g.jpg" alt="tina_g" title="tina_g" width="300" height="230" class="alignleft size-full wp-image-5144" /></a>Il suo ventiquattresimo compleanno l’ha festeggiato ballando. Erano quattro anni che non lo faceva. Quattro anni di stampelle, interventi chirurgici, stanze d’ospedale, speranze e attese. Tina Villani, di quel 19 febbraio, ricorda tutto perfettamente. «Ho visto e sentito tutto. Non ho mai perso conoscenza, neanche quando ho visto cosa mi era successo». </p>
<p>Erano le dieci di mattina e con il padre stava andando da Monteu da Po a Torino, a recuperare le ultime cose nella vecchia casa da cui avevano traslocato da poco. «Ma a Torino non ci siamo mai arrivati». L’auto sbanda all’altezza della Curva del Baraccone, completamente ghiacciata, esce fuori strada, si ribalta, finisce contro il guardrail, che entra nell’abitacolo dal lato del passeggero. Tina è schiacciata sotto la massa di lamiere. «Io ero lì sotto. I vigili del fuoco hanno dovuto fare due tentativi prima di riuscire a tirarmi fuori. Al primo ho urlato dal dolore. Poi, quando ci sono riusciti, mi hanno distesa sull’asfalto. Non volevano che mi muovessi, che guardassi, ma io dovevo vedere: mi sono tirata su e ho visto che mi mancava un pezzo di gamba. Era rimasto dentro l’auto, con la scarpa e tutto. Mentre mi mettevano sull’ambulanza sono tornati a cercarlo. L’altra gamba era quasi staccata».</p>
<p>La passione di Tina, appena diplomata all’istituto d’arte Passoni, erano le danze caraibiche. Lo sono ancora. «Porca misera: in pochi secondi mi sono quasi ammazzata. Per guarire ci ho messo quattro anni». Tina ha fatto la sua scelta: il gioco dei «se» l’avrebbe portata alla pazzia, alla depressione, all’immobilità. «Pensare alle colpe e al destino che si accanisce non porta da nessuna parte. Se ti deve succedere, ti succede. Punto. Ho 24 anni voglio pensare solo a godermi la vita». Ma un incidente del genere la vita te la cambia: «Sono cresciuta di botto. Pensa, sull’ambulanza non sentivo più le gambe, ma sai il mio pensiero qual era? Il mio giubbotto Woolrich, che costa un sacco di soldi. Era zuppo di benzina e i medici lo stavano tagliando per liberarmi. Le piume volavano in tutto l’abitacolo. Una scena assurda. Mi ricordo di aver detto: “Ma sapete quanto costa? Che scema che ero&#8230;». </p>
<p>La vita di Tina è cambiata nel giro di pochi metri d’asfalto ghiacciato. Dopo il diploma aveva iniziato a fare qualche lavoretto &#8211; addetta al call center, aiuto ad un banco del mercato, agente immobiliare. Andava a ballare quasi tutte le sere, partecipava a gare di danze caraibiche, si scatenava in discoteca con gli amici. «Il punto è che uno esce di casa, scivola sui gradini e si spacca la schiena. Può succedere in qualsiasi momento. E cosa fai allora? Ti chiudi in casa e rinunci a vivere? Non esiste». </p>
<p>Tina non si commuove quando ricorda il «prima». Lo racconta e basta. Si commuove quando parla delle infermiere e dei medici del Cto, della sua famiglia che per quattro anni le sono stati vicini: «Al Cto non mi hanno prima rimesso i pezzi insieme, poi mi hanno dato la forza. Sono stati loro con pochi altri, a starmi vicino». </p>
<p>Tina ride. Ride spesso. «Sin dall’inizio mi sono detta: a cosa serve piangere? Indietro non si può tornare, anche se nessuno nega che sia stata dura». Un anno e mezzo sulla sedia a rotelle, dieci interventi chirurgici, due anni di sedute con lo psicologo: «Mai pensato che in un incidente ci si potesse fare così male. Quando lo vedi in tv non ti rendi conto. Ma ora sono tornata a ballare, in discoteca mi scateno, sono felice. L’incidente mi ha fatto crescere. Ho dovuto prendere decisioni da grande &#8211; gamba o protesi? -, ma ho anche fatto i conti con la nuova realtà: quando hai vent’anni ti metti la minigonna, i tacchi, se vai in vacanza al mare indossi il bikini. Ora con tutte le cicatrici che ho non posso più. Ma sai che c’è? Chi mi vuole mi prende come sono: con i jeans, le cicatrici, le scarpe da ginnastica e tutto il resto». Il futuro è pieno di programmi: la aspettano altri interventi di chirurgia plastica, cercare un lavoro, e «continuare a essere felice». </p>
<p>(Monica Perosino &#8211; La Stampa.it)</p>
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		<title>Lippi prepara la pensione: la presidenza della Juve.</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 09:38:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lippi è stato chiaro, come sa esserlo un uomo tutto d’un pezzo. Qualche giorno fa ha detto: «Non andrò alla Juve, a fare il direttore sportivo o l’allenatore». Caso chiuso? Almeno fino alla conclusione dei mondiali, non oltre. Insomma nessuno si stupirebbe se a luglio, Lippi cambiasse idea e John Elkann e Jean Claude Blanc [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://torino.cronacacity.com/wp-content/uploads/2010/01/lippi.jpg"><img src="http://torino.cronacacity.com/wp-content/uploads/2010/01/lippi.jpg" alt="" title="" width="321" height="480" class="alignleft size-full wp-image-5138" /></a>Lippi è stato chiaro, come sa esserlo un uomo tutto d’un pezzo. Qualche giorno fa ha detto: «Non andrò alla Juve, a fare il direttore sportivo o l’allenatore». Caso chiuso? Almeno fino alla conclusione dei mondiali, non oltre. Insomma nessuno si stupirebbe se a luglio, Lippi cambiasse idea e John Elkann e Jean Claude Blanc gli proponessero una poltrona: magari da presidente. Presidente della Juve: suona bene? Certo, Blanc dovrebbe fare un passo indietro. Ma tempo al tempo. Chi resisterà, vedrà. Nel calcio l’oggi è un altro giorno va sempre di moda. Per ora tiene la tesi di chi ha pensato che non sia proprio un bel vedere quel conflitto d’interessi passato sotto traccia? Detto in sintesi: lui, ct della nazionale in attesa di trasferimento a Torino, che consiglia alla Juve di ingaggiare gli azzurri Cannavaro e Grosso, oltre a Ferrara, suo prediletto, nonché ex assistente. Inaccettabile perfino nella nazionale del Congo Belga.<br />
Ma oggi la Juve si dibatte in altri conflitti: Ferrara via, Ferrara resta? Questo è uno. E al domani non v’è davvero certezza. Arriva Hiddink? Forse, dice chi pensa d’averlo già visto sbarcare a Milano almeno una decina di volte. Ma qui val la pena fermarsi un attimo e tornare al nostro ct. Dunque: non andrà mai alla Juve. Per stare in panchina e fare il direttore sportivo. Ovvio che la puntualizzazione abbia incuriosito tanti. I più lesti hanno pensato: allora andrà a fare altro. Malpensanti? Può darsi. Ma se uno avesse detto soltanto: non andrò alla Juve, sarebbe stato chiaro e sintetico. Avrebbe dato una mano anche a Elkann o a Blanc, al momento in trincea. Non basta un Bettega, faticosamente contrassegnato dall’etichetta di vice direttore generale, per scacciare il fumo pensando all’arrosto.<br />
Allora per noi malpensanti, magari con suggeritore (che non è Moggi), restavano tre posti da assegnargli per risolvere il rebus. Ma chi l’ha risolto non aveva dubbi: Marcello non è uomo da gestione amministrativa. Resta una sola poltrona: quella di presidente. Eccoci: Lippi for president. Idea che fece grande la Juve quando Agnelli scelse Boniperti, idea che portò benefici all’Inter quando Moratti si affidò a Facchetti. Il grande ex, se dotato di buon senso e di discreto polso, può davvero essere l’uomo in più. Però c’è presidente e presidente: Boniperti fu un manager vero. Facchetti un uomo ideale per la rappresentanza. Idea che non è certo nata in questi giorni. Ma viene da più lontano. Blanc è sbiancato negli ultimi tempi, pur essendo uno e trino (presidente-amministratore delegato-direttore generale). Il suo progetto è parso fumoso e non più decisamente condiviso dalla famiglia padrona. La ricomparsa di Andrea Agnelli a Vinovo non è stato un caso. Chiaro che il patto della focaccia di questa estate, tra il commissario tecnico e l’allora amministratore delegato, non poteva riguardare una panca, bensì una poltrona. Non torna solo il fatto che monsieur le president debba privarsi di una carica, appena conquistata a spese del povero Cobolli Gigli. Ma forse la Juve ha preso tutti in contropiede con gli ultimi risultati. Il biancore presidenziale voleva segnalare uno stato di difficoltà personale, anche se le due cariche che contano resterebbero fra le sue mani. Insomma Lippi sarebbe presidente alla Facchetti, non alla Boniperti. Un buon pensionamento, ben retribuito e minori grattacapi.<br />
Blanc è stato il primo sponsor del ct e, nel suo nome, sta difendendo Ferrara dall’esonero (l’ultima pensata del tecnico: Del Piero in panca, Diego accanto a Trezeguet). Atteggiamento giustificato visto il tempo perso, ma forse dettato dall’ennesimo conflitto. Lippi può far da ombrello a uomini scelti da lui, non a un grande tecnico come Hiddink, al quale non farebbe neppure ombra.<br />
Allora che fare? Hiddink costa tamto. Ferrara annaspa, Bettega è solo una buona stampella. Lippi, oggi più che mai, mantiene le distanze dalla Juve. Continua a sostenere la tesi: non vado alla Juve&#8230; Ieri ha tenuto a far sapere che sta pensando a costruire la sua squadra per raggiungere gli obbiettivi. «Non mi preoccupano i tormentoni Balotelli, Cassano, Nesta, Totti, Del Piero. È giusto che la gente sponsorizzi il proprio idolo». Giusto, ad ognuno i propri sponsor. Se non cambiano idea.<br />
(Riccardo Signori &#8211; Il Giornale)</p>
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		<title>88 sciatori bloccati sulla seggiovia per tre ore a meno 11 gradi.</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 09:34:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[freddo]]></category>
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		<description><![CDATA[A recuperare gli sciatori è dovuto intervenire il soccorso alpino con 2 elicotteri, 9 guide e tre finanzieri. L&#8217;intervento è durato circa un&#8217;ora e quaranta. Illesi i malcapitati sciatori, alcuni dei quali bambini. Per la società Crevacol ingenti perdite.
Brutta avventura per 88 sciatori che ieri, domenica 3 gennaio, hanno trascorso tre ore a guardare dall’alto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://torino.cronacacity.com/wp-content/uploads/2010/01/42-18947272.jpg"><img src="http://torino.cronacacity.com/wp-content/uploads/2010/01/42-18947272.jpg" alt="" title="" width="640" height="422" class="alignleft size-full wp-image-5135" /></a>A recuperare gli sciatori è dovuto intervenire il soccorso alpino con 2 elicotteri, 9 guide e tre finanzieri. L&#8217;intervento è durato circa un&#8217;ora e quaranta. Illesi i malcapitati sciatori, alcuni dei quali bambini. Per la società Crevacol ingenti perdite.</p>
<p>Brutta avventura per 88 sciatori che ieri, domenica 3 gennaio, hanno trascorso tre ore a guardare dall’alto la Valle del Gran San Bernardo, bloccati sulla seggiovia di Crevacol a 11 gradi sotto lo zero. A tirarli giù è dovuto intervenire il Soccorso alpino valdostano che ha lavorato 2 ore per portare a terra gli sciatori, alcuni dei quali bambini.</p>
<p>Erano le 9 di ieri mattina quando la seggiovia tre posti si blocca. Capita spesso e in poco tempo normalmente tutto si rimette in moto. Ma questa volta no. I tecnici, compreso che il guasto era più importante hanno deciso di chiamare il Soccorso alpino valdostano, soprattutto guardando la colonnina del mercurio ferma a meno 11 gradi.<br />
Sul posto sono arrivati quindi 2 elicotteri, 9 guide alpine e tre uomini della Guardia di Finanza di Entrevès che hanno iniziato subito a portare a valle gli sciatori.<br />
Posizionati con il verricello sul  seggiolino della seggiovia i soccorritori hanno imbragato gli sciatori uno ad uno e li hanno calati a terra. Il tutto in poco più di un’ora e quaranta.</p>
<p>“Ringrazio tutti i soccorritori per la professionalità e lo stupendo lavoro svolto – spiega Alessandro Cortinovis, direttore del Soccorso alpino valdostano &#8211;  E’ stato un lavoro eccezionale. Interventi simili c’erano già capitati ma in effetti mai avevamo recuperato circa 90 persone in tempi così brevi”</p>
<p>Per i malcapitati sciatori alla fine un po’ di spavento e tanto freddo mentre per la società Crevacol una giornata da dimenticare, purtroppo non l’unica. Infatti già sabato 2 gennaio il comprensorio aveva avuto vita difficile dopo che la seggiovia due posti che porta gli sciatori dal piazzale fino sulle piste si era bloccata per circa mezz’ora, tanto per fare cambiare destinazione ad alcuni sciatori. Le due giornate “nere” sono così costate alla società circa 50 mila euro. Minore forse alla fine invece il danno di immagine considerato che grazie alla tempestiva informazione data a tutti gli sciatori bloccati e il pronto rimborso del biglietto, al quale si aggiunge l’offerta di un giornaliero gratuito, nessuno sembra essermi particolarmente lamentato.</p>
<p>(Silvia Savoye &#8211; Aostasera)</p>
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		<title>Tagli nelle scuole: saltano 300 posti.</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 09:25:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ministero impone di ridurre di un quarto gli appalti per pulizia e sorveglianza. Il ministro Gelmini si appella anche a un Regio decreto del 1923. Coop e imprese di pulizia licenziano
 Banchi ed aule più sporche in cambio di supplenze garantire. Almeno sembrerebbe questa la ragione alla base della circolare arrivata nelle scuole il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://torino.cronacacity.com/wp-content/uploads/2010/01/8343101.jpg"><img src="http://torino.cronacacity.com/wp-content/uploads/2010/01/8343101.jpg" alt="834310" title="834310" width="300" height="188" class="alignleft size-full wp-image-5131" /></a>Il ministero impone di ridurre di un quarto gli appalti per pulizia e sorveglianza. Il ministro Gelmini si appella anche a un Regio decreto del 1923. Coop e imprese di pulizia licenziano<br />
 Banchi ed aule più sporche in cambio di supplenze garantire. Almeno sembrerebbe questa la ragione alla base della circolare arrivata nelle scuole il 22 dicembre, quando erano già iniziate le vacanze di Natale. Una nota sui conti e sulle manovre finanziarie in vista del 2010. Tanto che molti dirigenti scolastici delle elementari e materne si stanno rendendo conto solo ora degli effetti che avranno percentuali e numeri contenuti nelle quattro paginette depositate sulla loro scrivania. E come loro anche i responsabili delle cooperative e delle aziende che hanno in appalto i servizi di pulizia e di vigilanza negli istituti. Da un giorno all´altro, solo su Torino, 300 e più esuberi tra gli addetti di coop e società. </p>
<p>Ma da che cosa è causato questo drastico taglio? La circolare prevede che il costo per il servizio di pulizia debba essere ridotto, a partire dal primo gennaio, del 25 per cento. Insomma, un quarto in mero rispetto al pattuito. O, per dirla come il ministero dell´istruzione, deve essere contenuto «ad un massimo del 75 per cento di quello concordato». Nella nota si aggiunge che «la rimanente somma è destinata alle spese per supplenza, funzionamento ed esami di Stato». E si cita un Regio Decreto del 1923 per sostenere che anche le coop e le aziende che hanno già subito una diminuzione o si adeguano o rescindono il contratto. In pratica non c´è via di scampo. </p>
<p>Per il ministero si tratta di fare efficienza. O meglio di scaricare gran parte del lavoro sui bidelli sopravvissuti alla riduzione già varata dal ministro Mariastella Gelmini. Per le società che hanno in appalto il servizio vuol dire tagliare posti di lavoro visto che il 95 per cento del costo delle pulizie e della vigilanza è impegnato per pagare gli stipendi. E per i dirigenti scolastici il problema è come garantire la pulizia di banchi, aule, corridoi e bagni degli istituti, mentre dall´ufficio scolastico regionale non sono arrivati ancora lumi su come comportarsi. Legacoop e Confcooperative si sono già mosse, allarmati per gli effetti che la direttiva avrà sul personale. Così come i direttori delle principali coop del settore che il 31 dicembre hanno incontrato i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil. L´unico modo per attutire il colpo è ricorrere alla cassa integrazione in deroga. Una boccata d´ossigeno, al massimo per un anno, per i 300 lavoratori che rimarranno a casa. Cifra che potrebbe sfiorare il migliaio, comprese le aziende private, in Piemonte. «La situazione è molto difficile &#8211; sottolinea Piergiorgio Crosetto, direttore de La Nuova Cooperativa che ha partecipato al faccia a faccia con i sindacati &#8211; siamo preoccupati per le ripercussioni sul personale che questa circolare provocherà fin da subito». Si tratta di fasce deboli, donne monoreddito, spesso con figli a carico, oltre a persone con difficoltà d´inserimento. Anche il paracadute della cassa in deroga è uno strumento che garantisce il 60 per cento di quanto si guadagna e gli stipendi del settore sono bassi. </p>
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		<title>Nuovi nati. Al Maria Vittoria nascite raddoppiate.</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 09:18:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://torino.cronacacity.com/wp-content/uploads/2010/01/42-15292694.jpg"><img src="http://torino.cronacacity.com/wp-content/uploads/2010/01/42-15292694.jpg" alt="" title="" width="532" height="480" class="alignleft size-full wp-image-5123" /></a>Capodanno, mezzanotte e trentacinque. I riflettori si accendono sul reparto di ostetricia del Maria Vittoria, dove è venuta al mondo la piccola Giulia, la prima nata a Torino del 2010. Ma quell´improvviso raggio di luce, oltre ad illuminare una mamma e un papà, si posa su partorienti sistemate su una barella in corridoio perché i letti sono finiti, su ostetriche costrette a turni di 12 ore per coprire colleghe in malattia perché il personale scarseggia, su donne che non possono scegliere il parto indolore perché non ci sono abbastanza anestesisti per eseguire un´epidurale. </p>
<p>È questa l´altra faccia della medaglia di un reparto che nel 2007 si è meritato i tre bollini rosa del progetto Ospedale Donna dell´Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda). Un reparto che nel giro di pochi anni ha quasi raddoppiato il numero di parti, senza che però aumentassero in proporzione letti e personale. Dal primo gennaio al 31 dicembre 2009 nel reparto al secondo piano della struttura di corso Tassoni sono nati infatti 1.800 bambini, dieci anni fa erano meno di mille. Un incremento dell´80 percento a cui bisogna aggiungere gli oltre 9 mila passaggi all´anno al pronto soccorso ostetrico. </p>
<p>Un exploit che, grazie soprattutto alla crescita esponenziale delle puerpere straniere, ha scongiurato il fenomeno delle «culle vuote» paventato negli anni Novanta, quando ci si è accorti che le donne italiane non figliavano più come un tempo. Ma proprio il successo del Maria Vittoria rischia di farlo scoppiare, visto che ha generato una serie di contraccolpi che adesso devono essere assorbiti.</p>
<p>A partire dal numero di letti disponibili, 27 tra ostetricia e ginecologia, ma in verità le pazienti ricoverate sono sempre almeno 33. Il che significa che chi è in più si deve accontentare di una barella, a volte sistemata in una stanza, più spesso in corridoio, senza un minimo di privacy e di tranquillità, per i quattro o cinque giorni in media del ricovero. A fine dicembre le barelle messe alla bell´e meglio in alcuni giorni sono state una dozzina, una addirittura piazzata con buon auspicio davanti alla capanna del presepe natalizio. In carenza di posti, appena si può, le pazienti dell´ostetricia rosicchiano letti alle «cugine» della ginecologia in attesa di un intervento. Così si rallenta l´attività chirurgica, si allungano le liste d´attesa e spesso accade che una donna si presenti con borsa e pigiama per un´operazione programmata da mesi e si trovi in mezzo a un corridoio.  </p>
<p>Altra criticità è quella del personale, ridotto ai minimi termini. Le ostetriche sono in tutto una ventina, comprese quelle non di ruolo e anche di quelle assunte con i contratti delle agenzie di lavoro interinale. Ma, secondo le richieste dei lavoratori, dovrebbero essere il doppio. Per ogni turno, infatti, ci sono tre ostetriche e uno, massimo due Oss, gli operatori socio-sanitari. Ma nessun infermiere professionale. Sul mercato del lavoro ce ne sono pochissimi e allora vale la regola che un´ostetrica sa fare tutto, anche l´infermiera o la strumentista.</p>
<p>Nella suddivisione del lavoro per ognuno dei tre turni un´ostetrica sta al pronto soccorso, una in sala parto e una in reparto ad assistere le degenti. Un´organizzazione che però va in crisi in caso di mutua e non appena si presenta un´emergenza. Che non è cosa rara, visto che in media si assistono cinque parti al giorno, tra cesarei e spontanei, ma si è arrivati a seguire anche dieci donne in un turno di otto ore. Così le ostetriche sono costrette a correre da una paziente in travaglio all´altra, cercando di seguire prima quelle che sono più vicine al parto. </p>
<p>Ovviamente sperando che tutte stiano bene e non presentino complicazioni. «Noi possiamo stringere i denti e andare avanti, anche se in molte giornate ci manca il tempo materiale per mangiare, bere un bicchiere d´acqua o andare in bagno &#8211; è la voce che si leva dal reparto &#8211; Ma siamo preoccupati per la salute delle donne e dei loro bambini, perché non ci sentiamo di lavorare in sicurezza. Nell´ospedale ideale il rapporto tra operatori e partorienti è di uno a uno, qui da noi è di uno a non si sa mai quante». </p>
<p>Anche i medici anestesisti scarseggiano. Da poco un concorso ha garantito l´arrivo a breve di una seconda guardia notturna, ma fino ad oggi c´era uno solo anestesista a dover affrontare emergenze talvolta troppo rischiose per poter aspettare l´arrivo del medico reperibile. Eppure il Maria Vittoria ha una ginecologia cosiddetta di terzo livello, ovvero in grado di affrontare gravidanze a rischio, con patologie complesse. Ma proprio la scarsità di personale medico impedisce alle donne di scegliere il parto indolore perché l´anestesista in turno deve essere libero per gli interventi e le emergenze e non può seguire a lungo la somministrazione dei farmaci per l´epidurale, trattamento che invece dovrebbe essere previsto in reparti di quell´ampiezza.   </p>
<p>(Federica Cravero &#8211; La Repubblica Torino)</p>
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		<title>Mistery after Mystery: la Sindone spiegata ai ragazzi!</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 09:10:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e spettacolo]]></category>
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		<category><![CDATA[sindone]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Ostensione della Sindone del 2010 si sta avvicinando e le iniziative a tal riguardo si stanno moltiplicando: una delle più interessanti si chiama Mistery after Mistery ed è una serie animata (26 episodi da 2 minuti) riassunta dal sottotitolo &#8216;La Sindone raccontata ai ragazzi&#8217;. 
L&#8217;hanno realizzata in collaborazione Nova-T ed Enanimation, l&#8217;hanno diretta Sante Altizio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://torino.cronacacity.com/wp-content/uploads/2010/01/sindona.jpg"><img src="http://torino.cronacacity.com/wp-content/uploads/2010/01/sindona-300x168.jpg" alt="sindone" title="sindone" width="300" height="168" class="alignleft size-medium wp-image-5118" /></a>L&#8217;Ostensione della Sindone del 2010 si sta avvicinando e le iniziative a tal riguardo si stanno moltiplicando: una delle più interessanti si chiama Mistery after Mistery ed è una serie animata (26 episodi da 2 minuti) riassunta dal sottotitolo &#8216;La Sindone raccontata ai ragazzi&#8217;. </p>
<p>L&#8217;hanno realizzata in collaborazione Nova-T ed Enanimation, l&#8217;hanno diretta Sante Altizio (che ha scritto anche la sceneggiatura) e Stefania Raimondi (che ha curato la parte animata).  </p>
<p>Una serie realizzata in tempi record: l&#8217;idea è partita a fine luglio, e ai primi di dicembre era tutto pronto. Un impegno e un successo che è stato notato anche dalla Rai: Mistery after Mistery sarà trasmessa nei prossimi mesi sia da Raiuno sia da Raitre!  </p>
<p>La serie è stata pensata per uscire in 6 lingue e per essere trasmessa in tutto il mondo, motivo per cui le fisionomie dei personaggi (che potete vedere nelle immagini di questo post) sono state rese &#8216;universalmente&#8217; riconoscibili, adatte alla cultura visiva di tutti i popoli. </p>
<p>La storia raccontata non è cronologica, ma in ogni puntata verrà proposto (e risolto) un mistero sulla Sindone. </p>
<p>Appuntamento in tv, cercheremo di tenervi aggiornati sulla messa in onda&#8230; </p>
<p>(Carlo Griseri &#8211; Torino 2.0)</p>
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		<title>Napoli ufficializza: Pià al Torino.</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 09:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
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		<category><![CDATA[napoli]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Napoli ha ceduto in prestito Pià al Torino. La notizia è apparsa sul sito ufficiale del club partenopeo. «L&#8217;attaccante brasiliano è stato girato ai granata per questa stagione con diritto di riscatto per la Società azzurra», specifica una nota ufficiale.
MODESTO, PER IL GENOA E&#8217; GIA&#8217; DEL NAPOLI &#8211; Deve ancora arrivare l&#8217;ufficializzazione ma Modesto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://torino.cronacacity.com/wp-content/uploads/2010/01/torino.jpg"><img src="http://torino.cronacacity.com/wp-content/uploads/2010/01/torino.jpg" alt="torino" title="torino" width="470" height="288" class="alignleft size-full wp-image-5110" /></a>Il Napoli ha ceduto in prestito Pià al Torino. La notizia è apparsa sul sito ufficiale del club partenopeo. «L&#8217;attaccante brasiliano è stato girato ai granata per questa stagione con diritto di riscatto per la Società azzurra», specifica una nota ufficiale.</p>
<p>MODESTO, PER IL GENOA E&#8217; GIA&#8217; DEL NAPOLI &#8211; Deve ancora arrivare l&#8217;ufficializzazione ma Modesto per il sito ufficiale del Genoa è già un giocatore del Napoli. Sulla scheda del centrocampista rossoblu, infatti, è già stata inserita la voce &#8216;Napoli&#8217;  nello spazio dedicato alla squadra di appartenenza per la stagione 2009-10.</p>
<p>(Corriere dello Sport)</p>
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